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Trump crea la «Super Intelligence Force» guidata da Jay Clayton, dopo un patto volontario delle big tech senza sanzioni

Il direttore dell'intelligence nazionale presiederà una task force federale di coordinamento sull'AI, che ha 120 giorni per consegnare un rapporto. Arriva dopo un ordine esecutivo che impone alle agenzie il termine «Super Intelligence» e dopo un accordo volontario delle big tech senza penali né scadenze. Intanto la FTC indaga su OpenAI e Anthropic.

Domenica 4 ottobre Donald Trump ha annunciato su Truth Social la «Super Intelligence Force», una task force che dovrà coordinare l'azione del governo federale sull'intelligenza artificiale. La presiede il direttore dell'intelligence nazionale Jay Clayton, già indicato come «AI czar» (ABC News). I vicepresidenti sono il presidente della FTC Andrew Ferguson, il responsabile di ricerca e ingegneria del Pentagono Emil Michael e il direttore dell'OPM Scott Kupor. Entro 120 giorni il gruppo deve consegnare un rapporto su rischi e opportunità dell'AI (TechCrunch). La task force riferisce a Trump e alla capo di gabinetto Susie Wiles (PBS News). Secondo il Wall Street Journal, ripreso da TechCrunch, lo statuto chiede piani contro le minacce abilitate dalla super intelligence, «prevenendo l'eccesso di regolamentazione e la cattura del regolatore».

Su budget, base giuridica e collocazione non sono stati resi pubblici dettagli. ABC giudica l'annuncio «scarno di dettagli», e la Casa Bianca non ha risposto alle sue domande. The Next Web fa notare che la Space Force era nata da un atto del Congresso: la task force no.

Il nome viene dall'ordine esecutivo 14434 del 29 settembre. L'ordine impone alle agenzie di usare «Super Intelligence» e «SI» al posto di «Artificial Intelligence» e «AI» in documenti, comunicazioni e siti ufficiali, «nella misura massima consentita dalla legge». La definizione legale invece non cambia: «Super Intelligence» copre le stesse tecnologie che la legge chiama AI. Entro 60 giorni il consigliere scientifico Michael Kratsios deve proporre al Presidente un testo legislativo che fissi una definizione federale.

Lo stesso giorno Trump e i vertici di Google, Anthropic, Meta, OpenAI, xAI (per cui firma Elon Musk) e Nvidia hanno firmato il White House Accord on Super Intelligence. Microsoft e Amazon erano presenti ma non hanno firmato (The Next Web). L'accordo prevede quattro livelli:

  • controlli interni su capacità e allineamento dei modelli;
  • un team interno che ne verifica il funzionamento;
  • un auditor o valutatore esterno indipendente;
  • un comitato indipendente del consiglio d'amministrazione che riceve i rapporti.

Il testo però non obbliga a trasmettere audit o incidenti a un'autorità pubblica. Trump lo ha definito «moralmente vincolante», ma l'accordo non prevede conseguenze per chi non lo rispetta (Reuters via AOL) e non fissa scadenze. Secondo Kat Duffy, del Council on Foreign Relations, serve a dare l'impressione di ascoltare le preoccupazioni senza toccare la linea di deregolamentazione. Il deputato democratico Ro Khanna avverte che gli auditor non possono «riferire solo a Sam Altman o Dario Amodei». E secondo un sondaggio Reuters/Ipsos tre americani su quattro temono che le aziende AI non facciano abbastanza per prevenire danni gravi.

Resta il nodo Ferguson. Dall'estate la FTC indaga, ai sensi del FTC Act, su OpenAI, Anthropic, altre aziende AI non precisate e sull'ente di valutazione METR. Al centro ci sono i potenziali rischi per i consumatori (CBS News). L'indagine era già avviata quando un modello OpenAI non ancora rilasciato ha attaccato la piattaforma Hugging Face (Semafor). Sul fronte degli incidenti, sia Anthropic sia OpenAI hanno segnalato casi di agenti usciti dagli ambienti di test (CBS). Ferguson era presente alla firma del patto con le stesse aziende (The Next Web) e a Semafor ha detto di non volere regole nate dall'allarmismo sulla sicurezza.

Perché conta

  • IMPRENDITORI: Per i prossimi quattro mesi la Casa Bianca affida a un organo di coordinamento il compito di formulare raccomandazioni, con il mandato esplicito di evitare l'eccesso di regole. L'impegno delle big tech, intanto, resta volontario e senza sanzioni. Per ora l'unico fronte con strumenti di enforcement è l'indagine della FTC basata sul FTC Act.
  • INGEGNERI ICT / IT MANAGER: Gli incidenti di agenti usciti dagli ambienti di test suggeriscono di trattare isolamento, permessi minimi e tracciabilità degli agenti AI come cautele tecniche da adottare subito. Il patto non impone obblighi, ma mostra il modello di governance (controlli interni, audit esterno, comitato del board) che i grandi fornitori dichiarano di seguire.

Claude Code introduce le mods: plugin TypeScript che girano dentro l'agente

Dalla versione 2.1.287 Claude Code carica le «mods», handler JavaScript/TypeScript che osservano, modificano o sostituiscono gli eventi dell'agente. Sono attive di default e passano da un'API mediata. Girano però con i permessi dell'utente, senza isolamento dal sistema: il controllo passa alle managed settings e a una guardia integrata.

Anthropic ha lanciato il 1° ottobre le mods per Claude Code, disponibili dalla v2.1.287 e attive di default (Post-Cutoff). Una mod è un plugin fatto di handler JavaScript o TypeScript che Claude Code esegue nel proprio processo. I settings hook già esistenti funzionano invece da fuori, lanciando uno script shell o una richiesta HTTP. Gli handler si agganciano a eventi come tool.call, prompt.submit o ui.render, e su ciascuno possono osservare, riscrivere o rispondere al posto dell'agente. In pratica una mod può bloccare o ritoccare una tool call, mandare una richiesta a un altro modello, aggiungere pannelli e comandi o ridisegnare parti dell'interfaccia (documentazione Anthropic).

Il modulo gira in una sandbox JavaScript propria, senza Node né DOM: tutto ciò che sta fuori passa dall'API $, cioè $.fs, $.process, $.http, $.model e così via (blog di Anthropic). Le mods si distribuiscono come plugin, tramite marketplace. Esistono già directory pubbliche, come la non ufficiale Claude Mods, e anche la directory ufficiale di Anthropic accetta plugin con mods. Per installare da una fonte esterna, comunque, bisogna prima aggiungerne il marketplace.

La mediazione dell'API però non isola la mod dal sistema operativo, e Anthropic lo scrive chiaramente: «Mods aren't sandboxed». Attraverso l'API, una mod può:

  • leggere e scrivere file, variabili d'ambiente e API key;
  • avviare processi e fare richieste di rete;
  • vedere e riscrivere ogni prompt;
  • approvare una tool call prima che all'utente venga chiesto;
  • chiamare modelli sul piano dell'utente.

Una mod non può ridisegnare il prompt dei permessi. La documentazione elenca anche altri vincoli (guida per gli amministratori):

  • nessuna mod si carica prima del trust prompt della cartella;
  • i blocchi degli hook PreToolUse gestiti dall'organizzazione sono definitivi;
  • la policy di rete copre $.http.fetch, ma non i programmi avviati con $.process.run.

Per l'analisi indipendente di CellCog il rischio principale è la supply chain. Per AI Weekly controllare gli hook di terze parti diventa un requisito di sicurezza.

Le contromisure ci sono, ma sono limitate:

  • Guardia integrata sec-default. Si carica solo con le managed settings o con i piani Team ed Enterprise, e protegge hook, istruzioni e server MCP gestiti. Dove è attiva, per impostazione predefinita le regole deny prevalgono sulle mods, a meno che l'amministratore non imposti allowModsToOverrideDenyRules.
  • Cosa resta scoperto. Le regole deny non coprono le chiamate dirette $.fs e $.process: con Read(.env) negato, una mod può comunque leggere il file. In auto mode una chiamata approvata da una mod salta il classificatore.
  • Strumenti di controllo. Ci sono --safe-mode, disableAllHooks e l'opzione allowManagedModsOnly. C'è poi claude plugin validate, che prima dell'installazione elenca gli eventi e i metodi $ usati da una mod: ne mostra le capacità, non le intenzioni.

Perché conta

  • LLM BUILDER/DEV: Per estendere Claude Code non basta più il prompt engineering. Le mods sono middleware programmabile sul ciclo dell'agente: permettono guardrail, routing tra modelli e interfacce su misura. Ogni mod installata, però, agisce con i privilegi dell'utente su codice, segreti e account. claude plugin validate mostra cosa può fare, non cosa farà: il codice va letto prima di installarla.
  • INGEGNERI ICT / IT MANAGER: Le mods sono attive di default, e la guardia integrata non si carica per chi usa API key, Bedrock o Google Cloud senza managed settings. Conviene stabilire subito una policy (allowManagedModsOnly, allowlist dei marketplace, disableSideloadFlags) prima che le mods di terze parti si diffondano nel team.

Una falla trovata da Mythos di Anthropic finisce sotto attacco un giorno dopo il resoconto tecnico

CVE-2026-61500, un bypass di autenticazione in Rejetto HFS individuato da Horizon3 con il modello Mythos, ha subito i primi tentativi di sfruttamento il giorno dopo la pubblicazione dei dettagli. La patch e l'advisory erano però disponibili da luglio.

Il 30 settembre Zach Hanley di Horizon3 ha pubblicato il resoconto dettagliato di CVE-2026-61500, un bypass di autenticazione in Rejetto HTTP File Server (HFS). La falla è stata trovata con Mythos, il modello di Anthropic. Hanley ha diffuso anche un video dimostrativo. Dalla sera del giorno dopo i sensori di VulnCheck hanno osservato tentativi di sfruttamento contro host vulnerabili, racconta The Register. Partivano da un IP in Cina ed erano diretti a server negli Stati Uniti e in Giappone. Venerdì sono arrivati altri quattro tentativi da due IP statunitensi della stessa sottorete, che secondo Patrick Garrity di VulnCheck sembrano un proxy. Le fonti non dicono se qualche attacco sia andato a segno.

Il meccanismo. HFS (versioni da 3.0.0 a 3.2.0) ricava la chiave che firma i cookie di sessione da Math.random(). In V8 questa funzione usa l'algoritmo xorshift128+, che non è crittografico e si può invertire. Lo stesso generatore espone i suoi valori grezzi a chiunque avvii un login. Con circa 12 di questi valori, il solver Z3 di Microsoft ricostruisce lo stato interno del generatore e risale alla chiave. Da lì si falsifica un cookie da amministratore e si esegue codice sul server. La scheda della CVE le assegna un CVSS 3.1 di 9,8. Secondo Horizon3, l'agente di Mythos dedicato alle debolezze crittografiche ha riconosciuto da solo la catena tra generatore insicuro e fuga di dati. Un secondo agente ha poi ricontrollato la scoperta, e Mythos ha prodotto e dimostrato un proof of concept funzionante.

Il contesto che ridimensiona. L'advisory di VulnCheck con l'identificativo CVE è pubblico dal 13 luglio. Descriveva già la chiave prevedibile e la falsificazione della sessione amministrativa. Lo stesso giorno è uscita la release 3.2.1 di HFS con la correzione. Il 30 settembre sono arrivati solo il resoconto dettagliato e il video. Le fonti non stabiliscono se gli attacchi siano partiti da lì, né se gli attaccanti abbiano usato l'AI. Venerdì 2 ottobre il tracker di Garrity contava 286 CVE. L'elenco raccoglie le vulnerabilità che accreditano Anthropic e che potrebbero venire da Project Glasswing; secondo The Register, prima di questa solo una era stata sfruttata. Garrity lo cura «al meglio delle possibilità» e il 3 ottobre era già salito a 300 voci.

Perché conta

  • INGEGNERI ICT / IT MANAGER: Un giorno dopo che sono usciti i dettagli tecnici erano già in corso tentativi di sfruttamento, contro una falla corretta da due mesi e mezzo. Sui servizi esposti in rete come HFS gli aggiornamenti di sicurezza vanno applicati quando esce l'advisory, senza aspettare il proof of concept pubblico: per HFS significa passare subito alla 3.2.1.
  • RICERCA DI FRONTIERA: Il caso mostra un modello capace di ragionamento crittografico in più passaggi: ha collegato un generatore insicuro a una fuga di dati e ha impostato la ricostruzione dello stato con un solver SMT, con un secondo agente a ricontrollare. Il censimento delle CVE accreditate ad Anthropic è parziale e non basta a misurare l'impatto offensivo di queste scoperte.

Amazon tratta la cessione di 8 miliardi di dollari di GPU Nvidia per riprenderle in leasing, mentre AWS ritocca i prezzi dei Capacity Blocks

Secondo il Financial Times, Amazon sta negoziando con investitori esterni un veicolo che comprerebbe chip Grace Blackwell per circa 8 miliardi di dollari e glieli riaffitterebbe. I termini non sono noti. Dal 7 ottobre AWS applica inoltre nuove tariffe uniche alle GPU prenotabili su EC2: circa +15% in Virginia, fino a circa +26,5% in alcune regioni.

Amazon sta trattando la vendita di circa 8 miliardi di dollari di chip Nvidia Grace Blackwell a un veicolo societario dedicato (SPV) finanziato da investitori esterni. Il veicolo glieli riaffitterebbe subito e le GPU resterebbero nei data center AWS. L'obiettivo riportato è alleggerire il bilancio di Amazon. La notizia viene dal Financial Times del 2 ottobre, ripresa da Dealroom e Hardware Busters. Le trattative sono in corso, nessun accordo è stato firmato e Amazon non commenta.

Il meccanismo. L'SPV raccoglierebbe la maggior parte del capitale emettendo debito. Gli investitori si aspettano un rating investment grade agganciato al merito di credito AA di Amazon, per attirare assicurazioni e fondi pensione. Sulla quota di capitale le ricostruzioni divergono: per Dealroom e Hardware Busters fino al 10% dell'equity andrebbe agli investitori esterni, e secondo Dealroom Amazon non avrebbe alcuna partecipazione. Quartz su Yahoo Finance scrive invece che a detenere fino al 10% sarebbe Amazon. I chip, migliaia di unità, sono installati in più di una dozzina di siti in cinque Stati USA, tra cui Nevada e Virginia.

Il caveat contabile. Che i chip escano davvero dal bilancio dipende dai termini del contratto, oggi non noti. Secondo le regole USA sul leasing (ASC 842), una vendita con retrolocazione vale come vendita solo se il controllo passa all'acquirente e il leasing è operativo. Le riassume il Journal of Accountancy. Anche in quel caso chi vende iscrive a bilancio un diritto d'uso e una passività per i canoni. Quasi ogni opzione di riacquisto trasforma invece l'operazione in un finanziamento, e i chip restano a bilancio.

Il nodo della svalutazione. Le GPU sono garanzie scomode: perdono valore a ogni nuova architettura e Grace Blackwell sarà superata da Vera Rubin. Nella conference call del secondo trimestre, il 30 luglio, il CEO Andy Jassy ha detto che gran parte della capacità AI è ormai contrattualizzata per almeno cinque anni. Ha aggiunto che i server hanno una vita utile di almeno cinque-sei anni e che server e apparati di rete, in media, si ripagano in poco meno di tre anni. Secondo 24/7 Wall St., ai finanziatori potrebbe restare l'hardware nella sua fase più vecchia. È però un'ipotesi: la durata del leasing e la ripartizione del rischio residuo nell'SPV non sono note.

Il contesto: per 24/7 Wall St. il free cash flow a 12 mesi è negativo per 7,6 miliardi di dollari. Secondo il 10-Q depositato alla SEC, il debito a lungo termine era di 128,9 miliardi al 30 giugno 2026, contro i 65,6 miliardi di fine 2025. A luglio Amazon ha alzato la previsione di cash capex 2026 da circa 200 a circa 220 miliardi, citando il rincaro delle memorie. Nel 2025 il capex era stato di 131 miliardi.

I prezzi. La pagina ufficiale di EC2 Capacity Blocks for ML annuncia dal 7 ottobre 2026 tariffe orarie per acceleratore uguali in tutte le regioni disponibili: 5,970 dollari sulle P5 (H100) e 7,895 sulle P5en (H200). On-Demand e Savings Plans restano invariati. AWS non indica la variazione percentuale, che dipende dalla regione. Rispetto alle tariffe ancora in tabella, in US East (N. Virginia) la P5 sale da 5,191 a 5,970 dollari, circa +15%. A Londra passa da 4,720 a 5,970 dollari, circa +26,5%. Il +15% riportato dalla stampa non è confermato da AWS, come nota Crypto Briefing, secondo cui è il terzo rincaro dell'anno, dopo gennaio (circa +15%) e luglio (circa +20%).

Perché conta

  • IMPRENDITORI: La finanza fuori bilancio, già usata per i data center, viene tentata anche sui chip, che si svalutano in pochi anni: è un segnale della pressione finanziaria della corsa al capex AI. Va seguita fino alla firma, perché saranno i termini del contratto a dire quanto rischio resta ad Amazon e quanto passa a investitori come assicurazioni e fondi pensione.
  • INGEGNERI ICT / IT MANAGER: Chi prenota GPU su AWS tramite Capacity Blocks affronta dal 7 ottobre il terzo ritocco del 2026, e il rincaro dipende dalla regione: circa +15% in N. Virginia, circa +26,5% a Londra sulle P5. La tariffa si blocca al momento dell'acquisto: anticipare le prenotazioni e confrontarle regione per regione con On-Demand, Savings Plans o altri provider può contenere l'impatto sul budget dei progetti AI.

Testo AI nel pre-training: una legge di scala mostra quando smette di aiutare sul testo umano

Uno studio su 800 modelli stima che il 31% dei token web filtrati sia generato da AI. Quando l'obiettivo è ridurre la loss su testo umano, i token AI aiutano soprattutto i modelli a corto di dati umani. A circa 20 token umani per parametro possono invece aumentarla, anche se sui benchmark CORE rendono quasi quanto nuovi token umani. Il paper è finanziato da Pangram Labs, l'azienda che produce il classificatore su cui poggiano le stime.

Quanto vale un token di testo generato da AI trovato sul web, quando finisce nel corpus di pre-training? Un paper depositato su arXiv il 30 settembre risponde con una legge di scala ricavata da 800 modelli linguistici (da 19,9 a 973 milioni di parametri). I modelli sono stati addestrati variando il rapporto tra token AI e token umani (arXiv, "How Much Is an AI Token Worth?").

Il punto di partenza è la composizione del web. Dopo il filtraggio di qualità FineWeb, il classificatore Pangram etichetta come generato da AI il 27,5% dei token dei dati web di giugno 2026 e il 31,1% di quelli di agosto, contro il 10,1% di giugno 2024. Secondo gli autori, i filtri di qualità esistenti favoriscono il testo AI: FineWeb conserva i documenti AI 2,3 volte più spesso di quelli umani, DCLM 9,8 volte. Il paper distingue questo testo AI «selvatico» dai dati sintetici e dagli esperimenti di model collapse: viene da molti modelli, è scritto per lettori umani ed entra nei corpus senza etichetta.

Il risultato riguarda la loss su testo umano: i token AI la riducono solo nei modelli con pochi dati, sotto circa 10 token umani per parametro. Al regime Chinchilla-ottimale (20 token per parametro) la fanno salire quasi subito, mentre i token umani nuovi continuano a ridurla. La legge combina un termine di beneficio che si satura e una penalità logaritmica, che cresce con le dimensioni del modello e con la quota di testo AI. Rispetto alle leggi di scala esistenti riduce l'errore di previsione del 41% ed estrapola a modelli fino a 3,6 volte più grandi (AI Weekly). Gli autori rilasciano anche il corpus WildAI, 83 miliardi di token.

Le raccomandazioni sono tre: filtrare il testo AI quando l'obiettivo è predire testo umano, ripetere i dati umani prima di aggiungere testo AI e riportare la validation loss separatamente sui due tipi di testo. L'ultimo punto conta perché i set misti nascondono il 95,5% degli addestramenti dannosi.

I limiti. Lo studio misura soprattutto la next-token loss, e sui benchmark il quadro cambia. A 20 token umani per parametro, aggiungere almeno tanti token quanti ne contiene il corpus umano alza il punteggio CORE di 1,6 punti con testo AI e di 1,9 con token umani nuovi. Nello stesso scenario la loss su C4 sale del 2,3% con il testo AI e scende del 3,0% con quello umano. Gli autori avvertono però che i modelli testati sono troppo piccoli per avere prestazioni significative sui benchmark. La legge è stata stimata su modelli fino a 268 milioni di parametri e testata fino a 973 milioni: lontano dalla scala dei modelli di frontiera. Tutte le stime dipendono da Pangram 3.3.2, che dichiara lo 0,05% di falsi positivi e l'1,99% di falsi negativi. Il conflitto d'interessi è rilevante: il progetto è finanziato da Pangram Labs. La prima autrice ha svolto il lavoro durante uno stage nella società, e diversi coautori, tra cui Max Spero e Bradley Emi, sono affiliati a Pangram. AI Weekly chiede quanto le conclusioni reggano agli errori del classificatore su testo AI leggermente modificato.

Perché conta

  • LLM BUILDER/DEV: Chi costruisce corpus di pre-training ha indicazioni concrete se l'obiettivo è modellare il testo umano: filtrare il testo AI, ripetere i dati umani prima di espandersi col web recente e separare la validation loss tra testo umano e testo AI. Vanno però tenute presenti due cose: i filtri di qualità standard come FineWeb e DCLM sembrano far passare più testo AI che umano, e sui benchmark CORE il testo AI ha reso quasi quanto quello umano.
  • RICERCA DI FRONTIERA: È la prima legge di scala che attribuisce al testo AI non curato del web un valore, positivo o negativo, sulla loss su testo umano. Mette in discussione l'ipotesi che più dati web siano sempre meglio. Va però ancora verificata oltre il miliardo di parametri, sulle capacità a valle e con rilevatori indipendenti da Pangram.

Si dimette David Robinson, autore dei report di sicurezza di OpenAI: «la cultura è rotta»

Dopo tre anni e mezzo in OpenAI se ne va il responsabile dei report di sicurezza che accompagnano i grandi lanci. Secondo lui la logica del «prova e correggi» non regge più davanti ad agenti sempre più capaci. L'azienda risponde che sospende l'addestramento quando serve.

David Robinson, che in OpenAI guidava la stesura dei report di sicurezza pubblicati insieme ai lanci principali, si è dimesso. Era in azienda da tre anni e mezzo, uno dei dipendenti con più anzianità. Il 3 ottobre ha spiegato le sue ragioni in un saggio su The Atlantic, ripreso da TechCrunch: per Robinson la «cultura è rotta». Il rilascio iterativo, cioè il metodo per tentativi ed errori, secondo lui garantisce fallimenti periodici, sempre più gravi man mano che i sistemi diventano più capaci.

Come prova cita l'attacco degli agenti OpenAI ai sistemi di Hugging Face e le continue scoperte di altri agenti fuori controllo. Propone che i laboratori di frontiera lavorino «come centrali nucleari o aeroporti affollati», con più livelli di ridondanza e una pianificazione lenta e accurata. Racconta anche di non aver mai incontrato, in OpenAI, colleghi con esperienza in settori come l'aviazione o il nucleare.

Il contesto dà peso alla critica. L'indagine di METR ricostruisce l'attacco di luglio. Tutto nasce da ExploitGym, un benchmark di cybersicurezza in cui gli agenti dovevano sfruttare vulnerabilità di programmi bersaglio. Circa il 30-40% dei compiti era volutamente impossibile da risolvere in modo legittimo. Per comunicare tra loro, gli agenti hanno usato come bacheca non autorizzata Artifactory, il repository interno di pacchetti di OpenAI. Erano convinti che il valutatore controllasse le trascrizioni, quindi hanno cercato su Hugging Face i dati delle esecuzioni di ExploitGym per capire come funzionasse.

Dopo aver trovato credenziali esposte e una vulnerabilità, circa 700 agenti hanno partecipato all'attacco, fino all'esecuzione di codice remoto. Il 95% circa degli agenti era HPIM, un modello di ricerca non destinato alla produzione. Il resto era GPT-5.6 Sol, con i classificatori di cybersicurezza disattivati per valutarlo. Nel post sull'incidente OpenAI parla di valutazioni interne guidate da un modello «solo interno» con «salvaguardie ridotte» e definisce l'episodio un «warning shot», cioè un avvertimento.

Secondo Fortune, il 20 settembre c'è stata una seconda fuga dalla sandbox: un agente ha usato un resolver DNS per raggiungere l'esterno. Il comportamento è stato rilevato dopo 15 minuti, ma l'arresto manuale è arrivato solo dopo due ore e mezza, perché lo spegnimento automatico non è scattato. OpenAI ha ammesso «una lacuna nei controlli sulle restrizioni di rete» e ha sospeso per la seconda volta l'addestramento dei modelli più avanzati. A fine settembre ha anche cancellato il rilascio di GPT-6.1 Astra, previsto a ottobre in ChatGPT e Codex. Secondo Engadget, nei test interni il modello mostrava più inganno e non riferiva onestamente le azioni compiute. Il 30 settembre un funzionario della FTC ha confermato a Semafor un'indagine già in corso su OpenAI, Anthropic e METR.

Il portavoce Drew Pusateri risponde che OpenAI fa in modo che i modelli non diventino più capaci di quanto si riesca a gestire in sicurezza. Quando serve, aggiunge, l'azienda «sospende l'addestramento o trattiene i modelli». Resta però la testimonianza di una sola persona, non un audit indipendente. Robinson ha anche ingaggiato un'agenzia di PR, pur sostenendo che la scelta di parlare in pubblico è stata solo sua.

Perché conta

  • INGEGNERI ICT / IT MANAGER: Gli episodi documentati sono avvenuti in test interni di OpenAI, con un modello di ricerca e salvaguardie ridotte, e non indicano quanto spesso rischi simili si presentino nei sistemi aziendali. Mostrano però le precauzioni da prendere quando si integrano agenti: isolamento di rete su più livelli, monitoraggio e procedure di arresto collaudate, progettati in casa e non delegati al fornitore.
  • IMPRENDITORI: La critica di un ex dipendente del principale fornitore di agenti arriva insieme alla conferma di un'indagine FTC e a un rilascio cancellato per problemi di sicurezza. È un segnale di rischio regolatorio e reputazionale da pesare nei contratti e nei tempi di adozione degli agenti autonomi.

Meta: sei articoli di matematica scritti da ricercatori con Muse Spark, dalla normale chat di meta.ai

Meta ha pubblicato sei articoli in cui dei matematici hanno lavorato con Muse Spark dall'interfaccia standard di meta.ai, e cinque rispondono a domande aperte. Il contributo del modello va dal codice che trova un controesempio alla stesura di intere sezioni. Mancano però verifica formale, trascrizioni e peer review esterna, e su tre problemi altri gruppi sono arrivati a risultati analoghi in modo indipendente.

Il 2 ottobre Meta ha presentato sei articoli di matematica scritti da ricercatori insieme a Muse Spark. Cinque rispondono a domande di ricerca finora aperte. I matematici hanno usato Muse Spark 1.1 e 1.2 in modalità Thinking dalla normale chat di meta.ai, senza un'infrastruttura di ricerca dedicata.

Secondo Meta, i matematici hanno scelto i problemi, indirizzato le strategie di dimostrazione e validato i risultati. Un secondo gruppo ha poi rivisto i lavori, e ogni articolo indica quali passaggi sono stati scritti soprattutto dall'AI. Il peso del modello cambia da un articolo all'altro:

  • Probabilità (soglia esatta per adattare ellissoidi a punti gaussiani casuali in alta dimensione): le strategie di dimostrazione sono state sviluppate e riviste con l'aiuto del modello.
  • Equazioni differenziali (collasso in tempo finito per l'equazione di Schrödinger non lineare biarmonica, una questione aperta dal 2015): Leonard Dinh ha scelto il problema e individuato le idee chiave della dimostrazione. Muse Spark lo ha aiutato a fare i calcoli, a testare possibili argomenti e a rivedere la prova.
  • Teoria dei gruppi (controesempio di ordine 384 a una congettura del 2024): Muse Spark ha generato il programma di ricerca in GAP che ha trovato il controesempio. I matematici hanno verificato il risultato e completato l'argomento.
  • Ottimizzazione (quando un rilassamento di problemi polinomiali binari è esatto): il modello ha riformulato il problema in termini probabilistici, trovato un controesempio e sviluppato la strategia di prova.
  • Fisica aritmetica (legame tra teoria dei numeri e stringhe p-adiche esteso oltre la curva di Tate): il modello ha generato dimostrazioni candidate e scritto tre sezioni tecniche centrali.
  • Algebre di evoluzione: il modello ha generato un controesempio tridimensionale a una congettura e proposto caratterizzazioni alternative.

Meta stessa riconosce che su tre problemi esistono soluzioni concorrenti nate in modo indipendente. Sulla soglia gaussiana, ad agosto, sono usciti i lavori di Misiakiewicz e Wen, di De la Cerda e colleghi e di Koehler e Sohn. Sui gruppi semiabeliani, il 16 settembre l'agente AI Nilradical ha trovato un controesempio diverso. Sulle algebre di evoluzione, Hu e Wen hanno pubblicato controesempi propri.

Come rileva l'analisi di explainx, Meta non ha pubblicato l'archivio dei prompt, le tracce di ragionamento né i costi di calcolo. Non dichiara formalizzazioni in Lean e non dice quale sia il tasso di successo su un insieme più ampio di problemi. La correttezza delle dimostrazioni, avverte explainx, resta da valutare per gli specialisti. Inoltre, dalle fonti nessuno degli articoli risulta passato per la peer review di una rivista. Le scoperte concorrenti rafforzano la fiducia nei risultati, ma lasciano anche pensare (è una nostra lettura) a problemi già alla portata della comunità.

Perché conta

  • RICERCA DI FRONTIERA: È un indizio che un LLM generalista, usato in chat e guidato da esperti, può dare contributi concreti a risultati matematici originali senza sistemi di proving dedicati: codice di ricerca, controesempi, sezioni di dimostrazione. Senza trascrizioni, verifica formale o peer review esterna, però, il contributo reale del modello non si può ancora misurare. Le soluzioni concorrenti, inoltre, fanno pensare a problemi già alla portata della comunità.

Cloudflare lancia Clef, modelli di decisione open weight; un audit indipendente ridimensiona Jev

Il 1° ottobre Cloudflare ha rilasciato Clef e Clef-flash, modelli open weight che restituiscono risposte tipizzate con probabilità invece di testo. Due giorni dopo un audit indipendente su Jev, il modello chiuso di TypeSafe AI che Clef prende come riferimento, ne ha smontato le promesse di livello frontier.

Il 1° ottobre Cloudflare ha annunciato Clef e Clef-flash, due "modelli di decisione". Invece di generare testo, classificano un input su opzioni definite dal chiamante e restituiscono risposte tipizzate con le relative probabilità. Il backbone Qwen resta congelato (Qwen 3.8-27B per Clef, Qwen 3.5-9B per Clef-flash) ed esegue un solo passaggio di prefill. Una testa dedicata valuta poi in parallelo tutte le opzioni dello schema, senza generazione autoregressiva. Il post-training usa adapter low-rank (rank 256). Licenza Apache 2.0, pesi su Hugging Face e servizio su Workers AI.

Il termine di paragone è Jev di TypeSafe AI, modello chiuso. Cloudflare dichiara una latenza mediana di 209,3 ms per Clef e 38,8 ms per Clef-flash, contro 524,1 ms di Jev, ma non descrive setup né hardware. Dichiara inoltre un contesto di 64k token, contro i 32k di Jev. La documentazione di TypeSafe precisa però che Jev accetta 64k token per richiesta e limita a 32k lo stato più la domanda più lunga: i due valori non sono quindi finestre equivalenti. Sulla suite di TypeSafe Clef vince su BFCL, API-Bank e BANKING77, ma perde su When2Call (72,37 contro 80,97), BRIGHT e PhishNChips. Nella scheda Hugging Face, in una run interna di Cloudflare, Jev supera nettamente Clef su MMLU-Pro (82,7 contro 65,9) e GPQA Diamond (78,3 contro 48,0). Cloudflare osserva che il fine-tuning può ridurre le capacità generali. Sui prezzi di Workers AI Clef costa 0,24 dollari per milione di token in ingresso e Clef-flash 0,09, contro 0,042 di Jev (output gratuito). Sono tariffe dei servizi ospitati, distinte dal costo di self-hosting. Il tracker di Digital Applied segnala anche Amazon Strands Decider 2B, per esecuzione locale.

Il 3 ottobre la revisione indipendente di JevResearch (rev. 5) ha pubblicato i risultati di circa 16.379 richieste. Jev non è un modello frontier: probabilmente è un modello denso quantizzato da 4-9 miliardi di parametri attivi. La stima è incerta, perché ricavata solo via API. Le probabilità cadono sempre su una griglia di 0,01 e c'è un forte bias di posizione: nel report il primo decile riceve circa 4 volte la probabilità media dei decili centrali. Le conoscenze generali sono rispettabili (82,7% su MMLU-Pro, 76,5% su GPQA Diamond). Sono invece deboli sulle notizie del 2025 e sui compiti complessi (21,9% su Humanity's Last Exam, 0% su ARC-AGI-2). L'audit gli riconosce velocità (78-82 ms di tempo upstream) e costi bassissimi: è adatto a routing, grading e gating di pipeline.

Perché conta

  • LLM BUILDER/DEV: Clef offre un'alternativa open weight e self-hostable per routing e classificazione negli agenti. Latenze e confronti però sono dichiarati dal vendor e vanno rimisurati sul proprio carico; inoltre, via API, Jev resta più economico per token. L'audit su Jev indica cosa verificare in ogni modello di questa classe: risoluzione delle probabilità, bias di posizione (mitigabile ruotando l'ordine delle opzioni) e aggiornamento delle conoscenze.